Il viaggio

E' l'itinerario più suggestivo in grado di offrire al turista un°esperienza senza paragoni. Dalla grandiosa ed inimitabile architettura veneziana e dal vario paesaggio della laguna si passa ai meandri dei canali che uniscono le foci dei fiumi che la compongono. Ci si addentra negli ampi orizzonti delle lagune di Caorle, di Marano e Grado e ci si immerge negli effetti di luci e colori della natura. Un incontro con la storia, l'arte e la cultura ma anche con i sapori di un territorio ricco e generoso. Per effettuare tutto il percorso sono necessari almeno tre giorni con due pernottamenti che possono avvenire nei centri più importanti (Laguna di Venezia, Jesolo, Caorle, Portogruaro, Bibione, Grado), in Barca nei più suggestivi angoli delle lagune o nei casoni dei pescatori delle lagune di Caorle e Marano. Diversamente il viaggio, dalle molteplici variabili può essere percorso per tratti a partire da una giornata fino ad una settimana. Descriviamo ora il percorso partendo idealmente da Venezia e dal Baci- no di San Marco dirigiamo per Punta Sabbioni, passiamo davanti l'Arsenale per entrare nel canale di Treporti lasciando a sinistra la grande isola di S. Erasmo e a dritta il litorale di Punta Sabbioni. Prima di entrare nel canale Pordelio possiamo decidere se fare una tappa nelle Isole di Burano Torcello, Murano o la piccola San Francesco nel deserto e proseguire invece per la Laguna Nord attraverso il canale San Felice e dei Beri fino a Cavallino. Ma prendiamo il canale Pordelio e subito sulla "dama" le indicazioni per Trieste ci indicano la via. Si prosegue per una decina di Km fra i rinomati orti di Treporti e Cavallino, si raggiunge la conca del Cavallino e dopo averla passata ci si immette nel fiume Sile. É Il lento scorrere della corrente ci ac- compagna tra le rive coperte di canneti oltre i quali si scorgono i campi coltivati. Dopo una forte curva a sinistra il centro abitato di Jesolo distinto nei tre nuclei di Jesolo paese, Lido, e Pineta. Passando i due ponti girevoli ci si immette nel canale Cavetta e lo si percorre per circa sette Km fra argini percorsi da strade e campagne costellate di case coloniche fino alla conca di Cortellazzo. Qui si conclude la nostra prima giornata e la sosta serale ci offre la scelta di pernottare in centri alberghieri o in agriturismo. Il consiglio è di scegliere la cena con il pescato dei locali pescatori in una delle poche ma deliziose trattorie del luogo. Il mattino seguente il viaggio continua da Cortellazzo per attraversare subito la foce del fiume Piave e la Conca di Revedoli, ci si immette quindi nell'omonimo canale dove la navigazione prosegue con a fianco la strada da lungo l'argine frequentata ogni tanto da qualche auto ma piu sovente da qualche ciclista. L'accostamento della strada ci induce ad un paragone tra il nostro lento e silenzioso navigare e le auto testimoni di una nuovo modo di vivere dove prevale il ritmo veloce e frenetico. Noi però almeno per questa volta abbiamo deciso per il lento scorrere del nostro viaggio scandito dai ritmi sonnolenti del fiume e dallo scivolare pigramente nell'acqua ed abbiamo tutto il tempo per sdraiarci al sole dissetandoci con una bevanda od uno spritz con un cicchetto veneziano. Intanto oltrepassiamo sulla dritta il centro balneare di Eraclea ed il ponte girevole di Torre di Fine. Senza interruzione si entra nel canale Largon, oltre l'argine l'azienda agricola "la Fagiana", una sosta volante per rifornirci del riso che la stessa produce in loco e lo consegnamo al cuoco che deve preparare il risotto con scampi e cape sante. Il restante pranzo a base di pesce viene consumato a bordo della nostra imbarcazione. Ora è la volta del tratto di canale denominato Brian, lasciamo sulla sinistra l'omonima conca (è la vecchia foce del fiume Livenza prima della diversione della stessa ad opera della Serenissima. Il percorso navigabile permetteva di raggiungere il vecchio zuccherificio di Ceggia e proseguire fino allo scolo fluviale di San Donà di Piave). Continuiamo per i brevi tratti denominati Largon e Commessera per entrare nell'odierno fiume Livenza. E' la più lunga diramazione della Litoranea Veneta risalendo la quale si possono raggiungere i centri di Torre di Mosto, Santo Stino di Livenza, Motta di Livenza e più in su Sacile, Portobuffolè ed attraverso il fiume Meduna e Noncello fino a Pordenone (Porto Naonis). Un percorso straordinario che però descriviamo in un altro itinerario. Proseguendo si passa per Santa Margherita e quindi alla prossima importante tappa: Caorle. Quello che oggi è uno dei più frequentati centri balneari dell'Alto Adriatico, fu anticamente una grande città. Seppur di origini antiche (tracce di villaggi paleoveneti databili tra il XV ed il XII secolo a. C. sono stati ritrovati nei territori circostanti). L'inizio di una storia più documentata risale al VI secolo d. C. quando si popolò degli abitanti di Julia Concordia in fuga davanti alle orde dei Longobardi. Splendido il centro storico con la cattedrale romanica costruita nel 1308 pare su una chiesa più antica con il caratteristico campanile isolato a forma cilindrica con cupside conica, felice unione di romanico e bizantino. All'interno della cattedrale, affreschi e sculture tre-quattrocentesche. Nell'altare maggiore la stupenda e celebre pala d'oro in argento dorato composta di formelle bizantine del XII-XIII secolo e formelle veneziane del XIV secolo. La sosta a Caorle deve comprendere la visita alla sua laguna per scoprire i paesaggi che si scorgono "di là del fiume e tra gli alberi" come li descrisse H. Hemingway, ripercorrere i suoi passi nella laguna e scorgere oltre i canneti "Val Franchetti", luogo di soggiorno preferito da questo illustre scrittore. Continuare a navigare nelle praterie vallive evocate da I. Nievo nelle sue "Confessioni", fermarci nei casoni dei pescatori caorlotti, importante testimonianza dei primi insediamenti lagunari. Nel mentre navighiamo tra valli e canali cala la sera e cogliamo il silenzio e l'atmosfera del tramonto. Il mattino seguente si parte di buon'ora e si naviga nella restante laguna di Caorle (quella verso Bibione): percorreremo per un tratto il canale dei Lovi e quindi Baseleghe, si imbocca il canale Lugugnana nelle prime ore mattutine e coglieremo gli uccelli della laguna intenti a cibarsi lungo le rive scoperte dalla bassa marea. Raggiunta la conca destra di Bevazzana, lasciando sulla dritta Vallesina e Valle Grande e dietro ancora Bibione, l'emergente giovane spiaggia della costa adriatica. Dopo averla passata entriamo nel fiume Tagliamento ed anche nella regione Friuli, dopo averlo risalito per un breve tratto passiamo lentamente la conca sinistra di Bevazzana per poter ammirare la splendida struttura. Dopo la conca si percorre per circa sei Km il canale Lovato, al termine del quale si entra nell'immensa laguna di Marano. Si apre davanti a noi il paesaggio di estrema bellezza; a sinistra e davanti si estende la grandiosa massa d'acqua chiusa nella sua staticità assoluta ed in fondo alla quale si intravedono le case di Marano Lagunare, a chiudere l'orizzonte i monti del Friuli. A dritta l'iso1a di Lignano Sabbiadoro, bellissima stazione balneare nota ormai in tutto il mondo. Una piccola deviazione per visitare l'ambiente naturalistico della Riserva delle foci dello Stella con i tipici casoni (da non confondere però con quelli i Caorle). Qui il viaggiatore più esigente può decidere di trascorrere una notte nella laguna, in barca oppure avvolti nella calda atmosfera del canneto di un casone lagunare. Proseguendo incrociamo Marano Lagunare e poi per l'isola di S. Andrea e per Porto Buso. Se desideriamo mettere per un attimo i piedi a terra possiamo sostare presso l'omonima isola dove sopravvive al vecchio villaggio di pescatori un piccolo ristorantino aperto solo d'estate ed accessibile solo in barca. Lasciamo sulla sinistra il grande canale che porta al porto commerciale di San Giorgio di Nogaro ed ai fiumi Aussa e Corno per immetterci ormai nella laguna di Grado con a dritta il litorale mentre sulla sinistra è tutta una miriade di isolette verdissime punteggiate di casette di pescatori e cacciatori con il minuscolo porticciolo e talvolta con un piccolo orto. Ora si apre il bellissimo scenario di Grado, tutta raccolta ai piedi dell'inconfondibile campanile e considerata la culla, la patria e l'origine delle cure marine. Ma non è finita qui, l'indomani si prosegue per l'isola di Barbana dove sorge il popolarissimo santuario di S. Maria di Barbana, ricostruito dopo la prima guerra mondiale. Vi si venera una Madonna, statua lignea Bizantina che la tradizione vuole qui portata da una burrasca nel 582. Raggiungiamo dopo un percorso sinuoso per il canale Isonzato le foci dell'Isonzo, ed alla fine del taglio di Punta Sdobba si prospetta davanti a noi il luminoso paesaggio del Golfo di Panzano. Alle spalle della bellissima costa si scorge la brulla collina del Carso e si susseguono le note località di Duino, Sistiana, Aurisina, Grignano con il celebrissimo castello di Miramare e Barcola. Ancora qualche virata per entrare nel bacino di San Giusto e approdare alla riva di Piazza dell'Unità d'Italia, fra i monumentali palazzi del cuore di Trieste. Il nostro percorso per ora termina con la voglia però di continuare verso la costa Istriana seguendo sempre le tracce Romane e della Serenissima. Ma per il momento ci fermiamo qui, il resto è ancora un altro viaggio.

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