La rete fluviale

Il territorio della Provincia di Venezia contiene una elevata concentrazione di fiumi e canali navigabili collegati ai sistemi lagunari i quali formano un insieme idroviario denominato "Litoranea Veneta" e diramazioni. Lo descriveva Plinio definendo Venezia come la terra dei fiumi il quale fomiva anche una mappa dettagliata dei percorsi fluviali del tempo. Le lagune dell'alto Adriatico sono sempre state collegate al mare attraverso le foci dei fiumi o canali i quali permettevano di raggiungere i territori dell'entroterra e costituire così una connessione tra il traffico marittimo ed i centri abitati del territorio interno. Già le popolazioni Paleovenete si resero conto della particolare conformazione geografica del territorio che abitavano, posto all'in- crocio delle principali vie di traffico tanto verso il mare che verso sud. Tito Livio lo ricorda già nel 301 a.C. testimoniando che la litoranea era percorribile e i Veneti "esercitavano un traffico notevole nelle lagune". Lungo questo solco sorsero poi gli importanti centri di Aquileia, Julia Concordia (l'attuale Concordia Sagittaria) e Altino ed in seguito, ad opera della nascente Serenissima, centri come Sacile, Portobuffolè, Porto Naonis (l'odierna Pordenone sul fiume Livenza), Portogruaro sul fiume Lemene, Porto di Latisana sul fiume Tagliamento, sinonimi di scali portuali di grande importanza per il traffico mercantile tanto che queste vie d'acqua intese come rete di comunicazione intermodale costituirono un ruolo centrale per lo sviluppo dell'econom1a e della società.

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